Statine

Prevenzione secondaria in pazienti non diabetici
In pazienti con pregresso evento cardiovascolare (infarto o ictus) la terapia iniziale raccomandata è: simvastatina (non superare i 40 mg die).
Il target è rappresentato da C-LDL <100 mg/dL, se non raggiunto passare ad atorvastatina 20 poi 40 mg die.
Una riduzione del C-LDL del 40% è un obiettivo accettabile per tutti e, specialmente, per coloro che, a causa dei livelli basali molto alti e/o della scarsa tollerabilità verso dosi elevate o massimali di statina, non riescono a raggiungere goal lipidici più bassi.

Statine e diabetici
Attuare le misure non farmacologiche per abbassare la colesterolemia (dieta, esercizio fisico, perdita di peso e controllo rigoroso della glicemia):
la statina è raccomandata, indipendentemente dal valore di C-LDL basale, in tutti i diabetici di età > 40 anni senza complicanze cardiovascolari, nei diabetici con pregresso evento cardiovascolare (infarto o ictus) e nei portatori di malattia coronarica o di arteriopatia periferica.
La statina da usare in prima scelta: simvastatina 40 mg/die. Target C-LDL <100 mg/dL.
Una riduzione del C-LDL 30 – 40% è accettabile se dosi standard o massimali di statina, non riescono a raggiungere i goal lipidici più bassi

Terapia con alte dosi di statina
Dosi elevate di statina, in pazienti selezionati a rischio molto elevato, riducono significativamente gli eventi cardiovascolari. ma non la mortalità totale, rispetto a dosi più basse.
Statina da preferire: atorvastatina (80 mg/die).
Alte dosi di statine possono essere adottate nei pazienti a rischio molto elevato senza porsi come obiettivo il raggiungimento di un target di C-LDL < 70mg/dL, indicato come facoltativo nelle linee guida attuali. Le alte dosi di atorvastatina permettono di ottenere un beneficio maggiore nei pazienti con C-LDL basale più elevato e riducono il rischio di eventi CV maggiori nei pazienti con ACS recente, ma non rendono più credibile l’ipotesi che sia più vantaggioso ridurre il C-LDL fino a un target di 60 mg/dL.