Herpes Zooster

Detto “Fuoco di Sant’Antonio” è un’infezione acuta associata alla riattivazione del virus varicella-zoster (VZV); è caratterizzato da dolore monolaterale e da un’eruzione vescicolosa o bollosa limitata al territorio di innervazione di un nervo sensitivo (dermatomero). Il termine “herpes zoster” ci riconduce all’antichità. “Herpes” deriva da “hérpo” che nel greco antico significa strisciare; il sostantivo “herpetón” indica il serpente. “Zostér”, significa cintura.

La malattia è in costante aumento per l’allungarsi della vita media: la frequenza infatti aumenta con l’età: tra i 20 e i 50 anni si ammala 1 persona su 1000 ogni anno mentre oltre gli 80 anni una su 100.

In genere, il fuoco di S. Antonio si manifesta una sola volta nella vita.

Nei pazienti più anziani l’impiego di farmaci antivirali è in grado di provocare un modesto miglioramento dei sintomi ma soprattutto, se iniziato entro 72 ore dalla comparsa delle vescicole, sembra in grado di ridurre il rischio di nevralgia post-erpetica.

La zona cutanea in cui compaiono le lesioni può essere lavata delicatamente con acqua e sapone ed è sconsigliata l’applicazione di creme.

  • Nel trattamento della nevralgia post-erpetica si utilizzano gli stessi farmaci per le forme di dolore: Gabapentin (300 mg x 3 die o più) come terapia di fondo e in acuto anche oppioidi.
  • Aciclovir 800 mg x 5 die