Anticoagulazione (TAO)

Trattamento con anticoagulanti orali (TAO) INR range terapeutico 2.0-3.0
N.B. esame esente ticket con l’esenzione 002-affezioni del sistema circolatorio

Trattamento dell’iperdosaggio in TAO:

 

  1. INR<6 senza emorragie: sospendere la terapia per 1-2 gg poi ridurre il dosaggio e
    ricontrollare l’INR dopo una settimana;
  2. INR tra 6 e 10 senza emorragie: sospendere la terapia, somministrare fitomenadione
    (vitamina K1 sintetica) 10 mg Konakion (fascia A) e ricontrollare l’INR dopo 24 ore, quindi
    regolarsi per la TAO;
  3. INR<6 con emorragia lieve tipo epistassi: sospendere la terapia, somministrare 3-5 gtt di
    fitomenadione e ricontrollare l’INR dopo 24 ore; istruire il pz a recarsi in ospedale in caso
    di peggioramento dell’emorragia.
    In caso di maggior rischio rispetto ai 3 punti precedenti inviare il pz in ospedale.


TAO – istruzioni e consigli per il paziente in trattamento con anticoagulanti orali

  • Assumere la dose prescritta sempre in dose unica e sempre alla stessa ora preferibilmente prima di cena.
  • In caso di dimenticanza non raddoppiare la dose ma avvertire il medico curante.
  • Non modificare mai la dose del farmaco anticoagulante senza avvertire il medico curante.
  • Ricordare sempre a qualsiasi medico che dovesse prescrivere dei farmaci che si sta assumendo anticoagulante orale.
  • Ogni nuovo farmaco potrà essere assunto dopo aver consultato il proprio medico curante.
  • Evitare di assumere farmaci contenenti acido acetilsalicilico (Aspirina, Cemirit, Kilios, Ascriptin, Aspro, Alkaseltzer, Viamal, Antinevralgico Knapp, Vivin c ed altri) e ticlopidina (Tiklid, Anagregal, Ticlodone ed altri).
  • Tenere una dieta la più equilibrata possibile, assumendo poche quantità di bevande alcoliche. Molti cibi ricchi di vitamina k possono bloccare l’azione dei dicumarolici (= valore di INR più basso) come ad esempio le verdure rosse, cavolfiore, spinaci, fegato, broccoli, lattuga, rape, verza, piselli, asparagi.
  • E’ bene evitare ogni tipo di terapia intramuscolare per evitare ematomi locali.
  • E’ opportuno che l’assistito porti sempre con sé un documento da cui risulti la “condizione di soggetto sottoposto a terapia con anticoagulanti orali”.
  • Gli anticoagulanti hanno la capacità di rendere inefficienti a livello epatico i fattori della coagulazione agendo in modo competitivo con la vitamina k.

 

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4 – La terapia va proseguita sine die se sono presenti altre condizioni di rischio (ad esempio fibrillazione atriale)
2 – La terapia dura 15 gg prima e 15 gg dopo la cardioversione elettrica o farmacologica
3- La terapia va proseguita sine die se persistono le cause che hanno causato la trombosi
(*) La durata della terapia anticoagulante si stabilisce individualmente. In quelli con una causa definita e reversibile (p.es., il decorso postoperatorio), gli anticoagulanti possono essere interrotti dopo 2-3 mesi. Altrimenti, possono essere continuati empiricamente per 3-6 mesi. I pazienti con una malattia cronica associata a un’alta incidenza di tromboembolie possono richiedere una terapia anticoagulante a lungo termine o per tutta la vita.

 

  • Ricordarsi di eseguire sempre la profilassi contro l’endocardite batterica in previsione di manovre chirurgiche cruente ed estrazioni dentarie.
  • In caso d’estrazioni dentarie non sempre è indicato sospendere la TAO. Il paziente può essere mantenuto nel suo range terapeutico utilizzando antifibrinolitici (Tranex, Caprolisin) per sciacqui orali (10 ml di una soluzione al 5% di acido tranexamico 4 volte al giorno per almeno 2 minuti). In caso di gemizio locale dopo estrazione dentaria, comprimere per 20 minuti con una garza imbevuta di acido tranexamico.
  • Il rischio emorragico si ritiene che compaia quando l’INR è superiore a 5. Ricordare che la vitamina k (Konakion) richiede almeno 6-8 ore di latenza per essere efficace, se somministrata per via endovenosa e pertanto non è indicata in corso di emorragie per cui nei casi urgenti si dovrà ricorrere in Pronto Soccorso al sangue intero o al plasma fresco.
  • Se l’INR è inferiore al range terapeutico desiderato, gli incrementi progressivi devono essere di ¼ di cp (controllando ad ogni variazione terapeutica l’INR).
  • Al contrario se l’INR è lievemente o modicamente superiore al range terapeutico desiderato, si deve ridurre di ¼ di cp il dosaggio.
  • Fra i farmaci antinfiammatori e antidolorifici sono relativamente sicuri il paracetamolo; fra gli antibiotici le penicilline, come lo sono i corticosteroidi, l’aminofillina, la digossina, la furosemide, il diltiazem, il verapamile, l’atenololo, il salbutamolo.
  • Farmaci potenzialmente pericolosi nel senso di un potenziamento dell’attività anticoagulante sono: amiodarone, aspirina, fenilbutazone, ketoprofene, caf, cefamandolo, cefoperazone, cefotetan, eritromicina, miconazolo, ketoconazolo, allopurinolo, androgeni, eparina, tamossifene.
  • Molti cibi ricchi di vitamina k possono bloccare l’azione dei dicumarolici (ad esempio le verdure rosse).